Jogging

Maratona di Berlino

DANY AVEVA DEI CRAMPI, MALEDIZIONE!!!!

Da quando vado a scuola, ho sempre fatto qualche sport.

A 6 anni ho iniziato a fare ginnastica, a 8 ho aggiunto l’atletica, a 9 il basket. Fino a 14 anni avevo lezioni di sport ogni mattina dalle 7 -8 e 3 volte la settimana anche un training di basket. Ogni tanto poi, quando c’è n’era bisogno, siamo anche sub-entrati per aiutare al gruppo degli atleti. La mia carriera di atleta poi è finita, perché non avevo né gambe lunghe, né ero particolarmente interessata a saltare lungo o in alto più di tanto.

Fino a 16 anni ho continuato ad andare a basket, ma poi è finito anche quello. Dopo al dolce e lungo far niente poi, come spesso accade, le ragazze o donne iniziano ad andare in palestra e così fu che ci sono andata anch’io. Prima in Ungheria per fare qualche aerobica, poi a Monaco, ormai sapientemente scelta la step aerobica per un paio d’anni e poi mi sono ritrovata con la moda della palestra in Italia, a Modena. Ne servirebbe un altro di blog, per riuscire a descrivere le persone e i riti che uno deve capire e accettare per riuscire ad entrare nel mondo dei palestrati qui, ma ora non ne voglio parlare ancora.

Tutto ciò che è importante ora, è la maratona e la mia battaglia contro o per. Non ne capisco più o ancora, in quale direzione sto andando.

Più tardi descriverò anche la parte dell’allenamento – anche se veramente inizia il vero e proprio allenamento nella testa e comunque bei 15 km ho già nelle gambe che io ritengo di essere un buon risultato – ora vorrei solo urlare fuori la mia paura.

IO NON CE LA FARÒ MAI, SE ANCHE DANY AVEVA I CRAMPI!!!!

Dany, il mio guru per ora. Il collega, IL MARATONETA per me. Quello che ce l’ha fatta. Ha corso New York dopo un allenamento da zero a maratona in 8 mesi. Aveva pure qualche chilo in più, quando ha iniziato. Settimana dopo settimana si è migliorato, io non capivo, di dove cavolo ha tutta quella energia a correre. Era in una specie di bolla di felicità, parlava continuamente della corsa, dell’abbigliamento, delle bibite energetiche, corse del weekend, gare, cardiofrequenzimetri e tant’altro a me, che pensavo che per correre basterebbe solo correre….Godersi la mattina il sole che sorge dietro i colli di Gabicce, sentire poi sulla pelle sudata la freschezza della doccia, ma che correre non vorrebbe dire un piegamento della mente davanti di una sofferenza. Non vale, se per stare bene, devo soffrire.

Ecco, io ho paura dalla maratona.

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