Trips

Parto venerdì ed ho una specie di paura

Io sono un viaggiatore. Ho vissuto in Ungheria, Germania, Spagna e infine in Italia.

E questo non è neanche un viaggio troppo lungo. Anzi, ha una durata del corno, perché non è abbastanza per prendere confidenza con gli abitudini degli americani, neanche per capire, quanto e come sono diversi, è solo tempo sufficiente, per sentirsi scaraventata in un posto diverso e per migliorare un po’ l’abilità di comprendere l’americano dal vivo.

Washington.

Parto venerdì. Il 1° aprile. Mi sono venute in mente le cose più utili/inutili questa volta da mettere nel bagaglio come la crema per gli emorroidi, perché non si sa mai, come reagisce il mio corpo al viaggio da sola nelle prime settimane – alla fine tutto il viaggio è solo un insieme di prime settimane -, e lì davvero non ho voglia di andare in una farmacia per comprare una cura adeguata. Ovvio, potrei anche comprarmi uno “yogurt-per-la-naturale-regolarità”…

L’ultimo weekend a casa con Giorgio e i gatti, e non mi viene in mente nulla di speciale, che dovrei fare prima di partire. Tanto che ho chiesto Giorgio, se possiamo mettere a posto la casa oggi, trapiantare le piante, portare nella discarica il vecchio specchio ed appendere lo scaffale che spostiamo da angolo in angolo ormai da mesi. Per sentirsi tranquilla, quando sono lì… Sì, cioè ho la sensazione di fare un lungo viaggio, ma poi so, che non appena arrivo sembrerà “solo” un mese.

Poi pensavo di dover prendere questo mese sul serio, partendo dal primo giorno e non farmi sfuggire neanche un’occasione di vedere o esperimentare qualcosa, perché è un’occasione unica, è un’opportunità questo periodo. Potrebbe essere anche un dono, per recuperare o fare finalmente qualcosa, che non ho ancora fatto, ma pianifico da tempi. Ma cosa non avevo ancora fatto, che potrebbe essere fatto in un mese? Potrei iniziare a correre regolarmente tutti i giorni, per vedere finalmente, come sto con questa maratona, se mi sento all’altezza o no. Potrei studiare l’inglese tutti i giorni, per migliorarmi il più possibile, pure potrei scegliere un corso di lingua serale lì. Potrei fare molte cose, anzi, probabilmente lì potrei fare qualsiasi cosa. È Washington.

Se avessi dei lettori, vi chiederei la cortesia di aiutare, cosa voi fareste in un mese all’estero o come si fanno ritrovare le cose che una volta si desiderava sapere/fare, ma poi è finito nel dimenticatoio mentale?

Alla fin dei conti, vorrei solo che fosse un viaggio che serve anche a me personalmente e non solo alla ditta. Tutto qui.

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