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Sto diventando una gigola?

Gioco sulla parola “gigolò”, una parola, con cui vengono identificati stereo-tipicamente gli italiani in Ungheria. Dai, lasciamo perdere il politically correct “verticalmente sfidato” – per dire di bassa statura – e andiamo al dunque:

GLI AMERICANI MANGIANO MALE!

Circa 10 giorni che godo la compagnia degli Stati Uniti, anzi, rimaniamo ancora sul concreto: godo Washington DC –> Virginia (l’area, su cui la città si estende viene classificata con tre diversi nomi, o si è in Virginia – io – o si è in DC o si è in Maryland). Non mi ricordo più, qual era quell’articolo, che tra l’altro faceva anche parte della letteratura del mio esame di Magister Artium in comunicazione interculturale, che parlava dei cinque livelli di come in generale si confronta una persona con l’estero. Livelli del Kulturschock.

Non si parla della connotazione degli aggettivi, non si fa da verypoor ad excellent ovviamente, piuttosto si parla di una scala interessante. Mi boccerebbe il mio professore – non mi legge di sicuro e anche se, speriamo che non parli l’italiano – per non saper mettere il giusto riferimento all’articolo originale….tento:
1. dopo poco tempo l’immigrato/straniero non si trova a casa, ha paura e vede la sua propria cultura sempre peggiore della cultura del paese di arrivo (ammira tutto)
2. dopo più tempo l’immigrato/straniero ha già qualche riferimento e se ne rende conto della propria diversità e che non riesce ad essere uguale agli altri, che gli genera un interiore insoddisfazione e vede la propria cultura sempre migliore della cultura del paese di arrivo, per tranquillizzarsi, ovvio, ognuno ha bisogno di una radice (forse ci sto arrivando….)
Livello 3 -4 proprio mi sono dimenticata – si vede che non mi ci trovo spesso nella situazione di essere più di un’anno in un paese estero (ma per me, quale paese è estero? Ungheria è casa mia? O Riccione? Ma Riccione mica è un paese – al massimo paesino 😀 – invece Modena sicuramente non è casa mia, cioè????? Lasciamo perdere questo filo, raccogliamo l’altro)
5. La persona se ne rende conto di non essere migliore o peggiore degli altri. Questo è il livello, dove le persone volontariamente si considerano come cittadini, si interessano della città della residenza, vogliono farne parte, perché dalla massa uniforme di cose sconosciute si iniziano a contraddistinguersi le diverse forma delle identità di ognuno.

Allora, io, sapendo tutto ciò e considerando di essere una, che viaggia almeno tanto, se non parecchio, devo dirvi che nonostante ciò, voglio proprio SPARLARE degli ámerighani.

Ma come mangiano scusa??????

Da premessa, che lavoro da casa – anche qui – quindi tutto il giorno vedo solo gli uccelli che – se mai – passano davanti della porta mia e le persone a passare con la Coca Cola da 2 litri o le persone di servizio dopo la pulizia degli altri appartamenti.
La mia unica gioia durante la settimana è andare A FARE LA SPESA. A disposizione – già lo sapete – il gigante Target.

Ormai con leggerezza saltello tre semafori sapendo che l’unico diretto verso il negozio non mi darà mai verde, prendo il cestino, saluto tutti, come se fossero parte della mia famiglia: “Hi, how are you doing”, “Hi guys”, “Nice to see you again”, e le solite stronzate, e mi imbosco tra le immense e lunghissime corsie per trovare il mio pranzo/cena.

E NON TROVO NIENTE. NULLA. ZERO.

Lo so, lo so. Vi avevo già stancato con questo negozio, ma credetemi, davvero vale la pena di un’ulteriore lettura. Per un’occhio – anche poco esperto – è uno scherzo, non è un negozio di alimentari.

Inizia che la verdura – qualsiasi – è in sacchetto. Sempre, e a prescindere.

  • Mele: sacchetto di plastica trasparente.
  • Verdure da cuocere – mix di broccoletti, carote, cavoletti – sacchetto di plastica con il disegno sopra, due confezioni: 300 e 600g (ovviamente solo circa, qui scrivono 12 OZ (e una dozzina di Dorothy)).
  • 5 – letteralmente cinque – foglie di basilico in un contenitore di plastica rigida – ma così non si sente l’odore!!!!! – ($3.79)
  • Latte: il minimo sono 2 litri, in un contenitore, con cui si porterebbe a casa la benzina da noi, o qualsiasi altro liquido, ma non latte.
  • Gelato: confezione di 5 litri dietro di porte congelanti (di cui la lampada si accende solo, quando uno passa davanti, un vero effetto Billie Jean)
  • Carne: solo insacchettato, ma la variabilità è sorprendente. Pollo si trova nelle seguente confezioni:
  1. impanato regolarmente
  2. impanato con cereali
  3. impanato regolarmente piccante
  4. con la salsa barbecue
  5. con la salsa al senape
  6. con la salsa piccante
  7. fritta

E questo si ripete per petto, coscia, ali e un pezzo mai conosciuto nella mia infanzia – io sono ancora dalla generazione che sa come fare dall’animale che corre sul cortile e ha il piume addosso un delizioso pranzo – quindi c’è questo pezzo, attenzione: senza ossa. Mah…

  • Parmigiano grattugiato SOLO ed ESCLUSIVAMENTE in  una bottiglia di plastica trasparente rigida.

Insomma, non intensifico. Uno non ha contatto minimamente con il cibo, con gli odori o tatto. Maaa…non avevamo cinque sensi? Sembra che qui si faccia la spesa davvero per motivi diversi.

Oggi, per esempio ho scelto i miei cereali – tutta la corsia piena di cereali, tipi diversissimi, ne ho contati 27 tipi – perché la sua confezione era biodegradabile e rotonda, quindi prendeva meno spazio nel mio carello, che dovevo ancora andare a prendere il vino – cioè…? Ora capisco, perché sono grassi e perché parlano continuamente al telefono, facendo la spesa. NON SENTONO UN CORNO!

Devo trovare un contro-esempio, prima di arrivare a mangiare al Potbelly di sottocasa. Domani Whole Food

Stay tuned!

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3 thoughts on “Sto diventando una gigola?

  1. Davide says:

    Bhe pensa che in Canada, anche se i supermercati avevano le cose un po’ più come in Italia, per fare il sugo di pomodoro doveamo prendere quelli già pronti e usarli come se fosse solo passata di pomodoro rifacedo il sugo perché non avevano sapore e la passata era acqua…
    La cultura del cibo è molto più europea, ed essendo una questione di cultura è difficile da spiegare a chi non ha mai provato… Vedi come siamo messi qui in Italia il cibo è un rito e mangiare bene è dato per “scontato” forse è l’unico posto al mondo che da così importanza a queste cose, ma il discorso sarebbe molto lungo da spiegare a chi non lo ha vissuto…

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