Trips

Uguale vs. diverso

Na, allora, dopo 4 settimane ufficialmente passate, posso finalmente vomitare addosso a voi la mia conoscenza delle cose che vedo e compararle ad altri paesi che ho conosciuto.

Vorrei investigare tre ambiti importanti per i turisti e scriverne davvero solo con la conoscenza, che ho visto e senza dare voti, insomma, lo sappiamo ormai che quello che per me è negativo per voi potrebbe essere il punto più positivo in assoluto.

Le città concorrenti sono: Barcellona, Budapest, Modena, Monaco e Washington  (ordine alfabetico, finché non viene discusso, è neutrale)

Gli ambiti: lasciare la mancia nei ristoranti o no, come si fa nel negozio a comprare abbigliamento, dove si va a fare colazione e cosa ci si può aspettare di un drink al bar dopo lavoro.

Sono cose, che chiunque può incontrare, anche durante un viaggio corto. Allora, let’s dive into it!

Ristorante in Barcellona: la mancia non è obbligatoria. Sollievo. Potete darlo, ma un catalano non credo che mai farebbe altrettanto.

Budapest: in Ungheria in genere, si arrotonda. Tanto per essere “sicuri”, non si intende 10%, 15% – se non diversamente specificato sullo scontrino di alcuni ristoranti -, si intende di arrotondare alla convenienza del cliente. Dovreste pagare 3479 fiorini? Lasciate 3600. Quindi a una somma rotonda, senza contare troppo (mio papà probabilmente arrotonderebbe al più vicino tondo, lui lascerebbe 3500, non perché è tirchio, ma perché la “legge” della mancia è così: arrotonda la somma).

Modena: non ho mai visto NESSUNO che dava la mancia e quanto credo, nessuno se lo aspetta.

Monaco: mi è capitato, che la cameriera quasi mi ha quasi sfondato il suo vassoio nella mia faccia, perché le davo troppo poco. In genere, sì, sempre mancia, circa come a

Washington: 10-15%. Qui sono anche riusciti a farlo rientrare nello scontrino, se uno paga con la carta.

Vestiti e negozi:

Sembra una cavolata, ma veramente un addetto che mi ha chiesto cosa voglio, la prima volta ho incontrato in Italia. Infatti per certi versi era inconveniente, perché non le sapevo rispondere e lei non mollava. (ancora non ho parlato l’italiano e lei non parlava tedesco, quindi siamo riusciti a capirci solo con i gesti). Certo, dipende dal negozio, se uno entra nel Pimkie, nessuno se ne frega di cosa vuoi avere addosso, ma – forse parlo più di Riccione che di Modena – facilmente si trovano negozi con un vero addetto. La stessa cosa, amplificata a Washington. Entri nel negozio e tu non lo vedi l’addetto, ma lui/lei ti ha già salutato. Ti chiede, cosa vuoi, ti accompagna, ti cerca, ti porta le cose nel camerino, ti cambia la misura, e tutto questo per un semplice motivo collegato. Quando arrivi alla cassa per pagare, ti chiedono, chi ti ha aiutato. Punti brownies o direttamente un percentuale che ricevono, non so, ma è nel loro interesse venderti. Qui direi un’altra cosa importante sul vendere. Quando ti ha dato in mano il pezzo e ti sei messo in fila per pagare, certamente ti porterà qualcosa per convincerti di compare anche quello. (per scarpe una suola adatta o calze, per maglia un accessorio, per pantaloni una maglia, etc. Sentiti libera di mandarla a cagare gentilmente, anche se da europea non viene così naturale fermare qualcuno che sembra che si occupi tanto di te.)

A Budapest non ho mai incontrato un addetto alle vendite che mi ha chiesto nulla. Anzi, devo fare una specie di caccia per trovarli e quando li trovo, devo spesso interromperli nella discussione, per riuscire a chiedere qualcosa. Dopo la domanda: avete questa scarpa in misura 39? non è difficile che ti risponde: ma sullo scaffale non c’è? (Imbecille, se ci fosse, te lo chiederei?????) Non sono gentili, neanche tanto ben pagati e quello che si chiede da loro è minimo saper parlare l’inglese in un minimo livello e avere un’esame di maturità (forse per questo sono frustrati…)

Colazione: voto 10000% per Italia. Si entra nel bar, si chiede qualsiasi caffè al costo di 1-2 €, si prende il brioche fresco dal fornaio e può iniziare la giornata. Nel resto del mondo già è difficile a trovare un posto adatto, figuriamoci il caffè. Barcellona ha vari posti, si mangia bene, chiedendo un espresso italiano si ha quello che si aspetta. A Budapest i posti non etnici – italiani – offrono varie paste, ma in genere sono solo per vendere quello, non anche il caffè, quindi si prende la bustina e si va via. Washington: Starbucks. Il caffè più piccolo è 0,3. In genere non aiuta per svegliarsi ed è supercaldo. Lo danno infatti in un bicchiere di carta con un altra fascia di carta attorno per le mani, per non scottarsi. Paste in abbondanza, in genere molto più grandi delle paste italiane.  (e non si esce senza pagare almeno 5 $)

Ed infine i drink. Si conosce troppo bene l’aperitivo italiano. Si beve qualcosina e si mangia gratis. Perfetto per dopo lavoro e per i single che non vogliono affrontare la cucina della casa o una cena al ristorante da soli. In Ungheria si va a bersi una birra – ultimamente un tè – e senza pagare non si ha neanche una nocciola. Spagna è la più furba. In certi posti mettono fuori dei piccoli pezzetti di cibo con uno stuzzichino, ma poi il numero degli stuzzichini sul piatttino si moltiplicano ad un’euro. Occhio agli euro!! Washington. Niente, si continua con il bere un bicchiere di vino o birra, ma il cibo manca. Ovviamente i camerieri no. Si continua anche qui con offriamo 4 * 2 e se prendi questo, gratis avrai anche quello. Ti convincono di mangiare. L’alcol è particolarmente caro però.  Monaco. Il cielo della birra. Birra a 3,50, mezzo litro, che quando lo bevi, davvero ti senti il sapore, hm….quanti mesi mancano ancora all’Oktoberfest?

Cosa posso dire alla fine di questo breve riassunto? Fate attenzione? Ma neanche un po’. Magari direi di non essere timidi ad essere ignoranti in una situazione e poter tornare ad essere curiosi, anche perché, se in una situazione in un paese non ci siete mai stati, per forza dovete chiedere tutto. Pago prima? Posso prenderlo? La mancia è incluso nello scontrino? Ma questo cibo è gratis? E non temete, anche se vi guardano con diffidenza. Alla fine importante è il vostro benessere…..e il vostro portafoglio….

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