Trips

Venezia

Ed ecco.
Dopo Washington, anzi Reston mi sono decisa una cosa. Andrò e vivrò ogni paese e paesino, città e posto, come se fossi turista. Vorrei vedere ogni posto di nuovo con l’occhio nuovo, come se fossi appena arrivata.
Vorrei andare a Riccione i weekend e godermi i posti dell’aperitivo, andare in giro con la barca turistica la sera, cercare di partecipare ai concerti, mostre ed eventi ovunque, come se fossi lì solo per un determinato periodo. Alla fine tutti questi comuni hanno pensato a come farmi piacere la loro città, come organizzare eventi per me, allora, perché butto via tutto dicendo semplicemente di non avere tempo, dicendo che posso farlo anche domani o la prossima settimana.
Di qui l’idea, che prima di andare in Ungheria, mi fermo per un paio d’ore a Venezia, che era la prima città italiana, che ho sentito mia.
Scendo dalla stazione, ovviamente senza mappa, la città ce lo avevo nel cuore io anni fa, scelgo le vie con cura, sapendo, dove vorrei arrivare, per finire ancora l’ultimo giorno di lavoro con il mio laptop davanti a uno spritz veneziano (come chiamavano anni fa, quando nessuno lo conosceva ancora). Dopo una mezz’ora di giro non trovando il Campo Santa Margherita – che era il mio posto preferito – mi arrendo e mi siedo in un campino piccolo. Mi gira la testa. HO DIMENTICATO VENEZIA!!!! Ho dimenticato, come si chiamano le calle, i ponto, non so più che importanza aveva il secondo piano dei palazzi e manco mi ricordo alla storia di un certo palazzo vicino a San Marco, mi ricordo solo, che aveva una storia strana, legata a una famiglia. A chiedere indicazioni sono timida, ma quando mi fermano i turisti chiedendo indicazioni da me, non so dire neanche, come arrivare al traghetto. Totale fallimento?
No.
È solo, che dal 2004 ci sono successe così tante cose, ho vissuto in così tanti posti – e non posso pretendere di avere la memoria eidetica di Reed dal Criminal Minds – che direi, quello che mi capita, è normale.
Un mese fa avevo ancora paura, se mi ricorderò a Washington a Chick-filét e a Potbelly, ora devo guglare anche il nome delle strade, dove ho camminato e pure il nome dei posti, dove ho mangiato, se voglio inserire qualche commento su di loro.
Quant’è strano. Il recente sovrascrive il passato, le emozioni come gli eventi. (allo spritz mi ricordavo però…)
Ho quindi usato il tempo per controllare su googlemaps il posto, dove pranzo domani a Budapest, tanto per essere sicuri che so, dove girare a destra. 🙂
Ho quasi timore, come andrà a Monaco quest’anno, anche se lì torno sempre regolarmente e 7 anni non spariscono così facilmente, come 5 mesi, ma è meglio essere cauti.
Un saluto caro, amici, ci vediamo in Ungheria!

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