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Budapest

Ungheria.

C’è qualcosa di molto diverso nell’essere a casa.
A casa, nel senso, in un posto, dove non sono straniera…finalmente. Difficile a rendere l’immagine bene. Non che sarebbe il posto più bello del mondo, i servizi ogni tanto sono scadenti, ma qui mi sento più sicura in assoluto nel mondo. Non devo chiedere, se c’è la zuppa nel menu, neanche, come fanno il gulyas – e sopratutto no, se questo è una zuppa o un secondo o primo o che altra stranezza.
Mi sono imbottita di zuppa infatti, sono andata a pesca col mio padre, ero abituata, che si mangia per colazione quelle maledette salsicce con la paprika e pomodori – rigorosamente dal giardino – ho mangiato il pranzo alle 12 e cena – se mai calda – alle 17 e dopo niente (tanto per dire, come si riesce mangiando la salsiccia comunque non essere obesi).
Qui si capisce, che sono ungherese, da com’è fatta la mia faccia. Anche se a Budapest forse mi approcciano in inglese, chissà, saranno i miei vestiti o semplicemente il fatto che entro nei posti mezzo-turistici alle 16 del pomeriggio, quando la gente qui in genere lavora.

Mentre mi sento in tutto il mondo immuna da non dover seguire le abitudini del posto – me lo posso permettere, non sono del posto, infatti secondo me il “facciamo a Roma, come i romani” toglie dallo straniero la possibilità di scoprire le differenze ed insegnare qualcosa del suo, proprio perché non prova neanche farlo diversamente.
Ovvio, non intendo che non devono integrarsi, ma intendo che se vogliono vestirsi al modo loro, devono assolutamente farlo, come anche portare indietro le loro abitudini ed arricchire il paese d’arrivo, così possono usufruire entrambi dall’immigrazione, rispettando i limiti, come essere gentili, rispettosi e rispettabili anche. Lungo discorso.
In Ungheria non ho questo problema, perché non ci penso neanche, quale mio abitudine potrebbe essere diverso da quello degli altri, in genere le mie sono ungheresi. Mi sento, come una goccia che viaggiava in una nave perdendosi dei pezzi ed era colorata nei vari mari del mondo, mentre qui, non mi distingue nessuno dalle altre gocce. Sono di qui. (Finalmente).
È più semplice essere qui.

Come vedo Ungheria. Economia scadente, zero posti di lavoro, poca possibilità di vedere qualcosa di buono o di migliore in questo punto di vista del resto dell’Occidente. Ma è un paese, senz’altro. Con la sua cultura e storia, che non lascia mica desiderare. È ricca ed unica.

Finalmente vedo gente dopo Italia, che si veste, come gli pare. (Le ragazze sono mille volte più belle, sono vive, sono così….come dire….calde. Si vede il loro cuore nei loro occhi. Chissà, se anche in questo senso sono ungherese o no) Non secondo una certa moda o secondo uno stronzo di 15 minuti di fama.
Vedo che portare gli occhiali da sole nel negozio è una cosa negativa, perché ti togli lo sguardo da qualcuno, con cui parli – importante, maledizione, italiani, capite o no????? Sembra più caloroso, più carino, ci sono sorrisini in giro, ti chiedono sul treno, se possono sedersi accanto di te e non si buttano giù solo.
Il cameriere ti consiglia il piatto, mettendosi pure contro di te, perché un contorno specifico abbina meglio un piatto dell’altro, se non ti piace il vino, che hai ordinato, te lo cambiano senza guardarti male.
Diverso, insomma.
Mitteleuropa, come si sa, chi lo sa, cosa voglia dire la differenza tra l’Est e Mittel di questo continente. Sarà la sfumatura grigia tra il bianco e nero? Alla fine in Mitteleuropa sta anche la Germania e Slovenia, ma come potrei metterli tra i paesi simili con Ungheria? Dovrei essere più straniera qui, per vedere le similitudini. O si tratta forse semplicemente sempre dello stesso zoom del googlemaps, dovrei chiedere un americano, che è stato in tutti questi paesi, se li vede più simili. Forse dovrebbe però vedere anche Spagna e Italia come simili, latini, che neanche io riesco a vedere simili tra di loro.

Mi dispiace andare via, mi dispiace non aver trovato un lavoro qui, ma forse altrettanto bello poter tornare qui, quando mi pare e goderlo questo flash di CASA…..A presto Ungheria!

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One thought on “Budapest

  1. Ciao Hajnalka! Ho letto quello che hai scritto e ti posso dire che me lo sento ugualle a te! Le cose che hai descritto valgono pure per la Serbia – e’ diversa dal Italia nei stessi modi. Ben notato 😉

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