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Viaggiare? Hach, in Italia non è detto….

In due mesi la seconda volta, che sono su una stazione aspettando un treno garantito.

Sciopero generale dei mezzi. Di tutto il settore. Non ci sono treni, ma neanche dei pullman. Un tratto di Modena – Riccione, che in genere si fa in due ore, oggi forse – se va tutto bene – riuscirò a compiere in 5 ore.

Non inizio a comparare le varie nazioni, parlare del fatto, che quando nell’anno scorso sono andata in Germania a Monaco, per l’Oktoberfest, dove altrettanto ho beccato un periodo di due lunghe settimane di sciopero dei mezzi, non ho avuto comunque problemi di raggiungere i miei obiettivi, e ancora più importante che lo sapevo il motivo dello sciopero, la durata e in ogni stazione con cartelli GIGANTI o sugli schermi era scritto chiaramente in tedesco ed inglese, quando arriva il prossimo metro, pullman, cioè nonostante un settore si è deciso di mettersi contro il governo, non avevo la sensazione che volessero mettersi contro di me.

No, lascio perdere anche l’esempio di Parigi, dove invece lo sciopero dei mezzi pubblici della città – forse l’intero paese – era senza treni garantiti, proprio era uno stop, che invece mi ha fatto impossibile ad arrivare al Montmartre in un altro modo, se non a piedi.

Non dico neanche, che io, provenendo da un paese, dove durante il comunismo  andavano in galera colui che non erano andati al lavoro, dove per motivi politici la disoccupazione non esisteva, e in questa dittatura ovviamente a fare uno sciopero era impensabile, tanto che fino ad oggi è talmente raro, che un intero settore si butta a scioperare – piuttosto è solo una minaccia, a spesso viene risolto tramite discussioni pre-scioperi….

Qui, in Italia, per due anni di fila avevo subito lo sciopero dei pullman a Modena durante ogni venerdì del mese di dicembre, e quest’anno in due mesi mi imbatto in uno sciopero dei treni.  Il motivo? Mah…posso solo pensare, quali possano essere, perché ovviamente nessuno me lo comunica, scrive, dice. Durata? Oltre 24 ore, ovviamente con inizio di giovedì sera. Mi dispiace per la polemica, ma sembra proprio che il weekend lungo fa gola.

Treni garantiti. Già una cosa ridicola, se si sciopera, allora che facciano in un modo assoluto, deve essere uno stato straordinario, non ricorrente ogni tanto. (Chissà, se si attaccano un giorno anche a Ferragosto di quest’anno…)

Risultato? Aspetto l’unico treno garantito a Rimini per fare 10 km, perché il treno che mi ha portato fin qui ed era annunciato che va fino ad Ancona, si è fermato qui…Voi pensate, ma prendi un pullman. No. Anche quelli scioperano ovviamente. Taxi? Hach-hach: mi han chiesto un giorno d’estate per fare i 10 km oltre 35 €. No, non pago io, perché un settore, che non se n’è ancora reso conto che non risolve nulla con scioperare, torna a battersi la testa sempre nello stesso palo.

Gli annunci continui sulle cancellazioni dei treni sono pallidi. Sono gli annunci soliti: “Ci dispiace per il disagio”. Tanto li sento tutti i giorni, quando annunciano i soliti ritardi. (Anche questo è ridicolo. Quando sono andata a Praga, leggengo la guida, l’autore italiano ha specificato ai lettori italiani di fare attenzione, perché nella Repubblica Ceca i mezzi sono puntuali. Cioè????? È normale, no? Ora bisogna fare attenzione al normale, e non all’insolito? Come dire, che attenzione, il café contiene caffeina. Ma andate a …..dove volete). Ovviamente non si fa riferimenti allo sciopero, dicendo i motivi, dicendo, quale potrebbe essere il prossimo treno garantito, con cui arrivare alla meta, per la quale ragggiungimento hanno tolto il treno.

Così si impara ad essere pazienti? Io direi, più che pazienti, si impara a fregarsene. Urli lupo? Intanto lo hai fatto mille volte, che me ne frega. Hai problemi con il governo? Mah, guarda il tempo, quello è veramente insolitamente fredda per quest’estate. Gli abitudini sono cattivi amici, si vede di nuovo….

Mi separa dall’andare sulla spiaggia e comprarmi un nuovo costume solo il fatto che ho il mio laptop nello zaino e non vorrei portarlo sulla sabbia. Altrimenti manderei a …..dove voglio…questa giornata di LAVORO – capito, trenitaliani? si lavora, non si sciopera un giorno sì un giorno no (a Rimini è entrato un simpaticone nel treno a dirci che il treno si ferma qui, quindi dobbiamo scendere, RIDENDO. Gli ho fatto notare gentilmente, che la situazione oltre a lui non è divertente per nessuno, perciò dopo aver finito il suo scatch potrebbe dirci anche qualche soluzione. Certamente non si è aspettato una reazione così e si era veramente ripresa dopo, dicendoci, come e dove possiamo trovare il prossimo treno garantito. Ora sono sul binario aspettandolo. Sarà strapieno, mi immagino.)

Potrei urlare, invece sto zitta, io almeno ho una panchina accanto al binario, dove sedermi, ho internet, posso lavorare, finché la batteria del mio pc permette….quasi quasi entro in un bar e mi faccio pure una birra, intanto….siamo in un venerdì surreale…perché devo sempre io remare contro il flusso???

Ach, perché ho viaggiato oggi? Perché il treno, che ho preso ERA GARANTITO FINO AD ANCONA!!!!!

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