Trips

“An eye for an eye, and soon the whole world is blind.”

Inizio importante con la celebre frase di Gandhi.

Perdonatemi, la scelta sarà dovuta al fatto, che la settimana scorsa ci siamo decisi, che in novembre andiamo in India. Prima volta vediamo qualcosa dell’Asia, sono entusiasta, vi prometto di documentare per bene sia l’organizzazione, sia il viaggio.

Ma ora, vivendo una giornata molto rilassante dopo un mese delirante con traduzioni fino al collo ogni giorno, con due progetti suicidi all’Expert – poi avranno successo, ma all’inizio sembrano un aborto, ovviamente, come per ogni professionista un nuovo incarico. Voglio dire, meglio così, chi vuole lavorare con dei progetti, che non fanno alzare dal letto neanche un neurone. Ech…non mi lamento, i progetti sembrano delle montagne russe, con tantissime emozioni, molte sfide, e alla fine – fortunatamente – con grandi successi e gente felice.

Non so, perché – non succede mai, ma decisamente mai – oggi ho preso un CD dallo scaffale, Il favoloso mondo di Amélie. E mi ha scatenato un sacco di ricordi.

Ragazzi, io non so, se voi vi ricordate, qual’era la primissima cosa, che avete pagato con euro, io i biglietti per questo film. Ho abitato in Germania allora, a Monaco.

Un paio di mesi prima del cambio della moneta si poteva acquistare un kit iniziale delle monetine. Mi ricordo, quanto mi piaceva l’euro, sembrava che il mio studio sulla comunicazione interculturale si stesse realizzando poco a poco. Prima un’insieme politico, poi la comune moneta, io pensavo e speravo che tutti possono integrarsi in qualsiasi paese, basta approcciarli nel modo giusto. (La idiozia parla per sé, aggiungo solo, che da piccola pensavo anche di poter far innamorare qualsiasi uomo di me…)

Ora, ascoltando queste canzoni, ricordandomi al biglietto, pagato in euro, pensando a tutti questi anni, passati in Europa, alla mia identità, al percorso, che questa nuova unità ha dovuto approcciare, il cambiamento delle nazioni è chiaro e molto addolorante.

Ci sono sempre più movimenti di destra in sempre più paesi europei, ricordiamoci agli eventi recenti in Norvegia, ci sono sempre più paesi, dove l’immigrazione pesa. L’ultima volta che ne ho sentito parlare dal “popolo”, diciamo, era proprio la settimana scorsa, quando aspettavo un mezzo di trasporto a Rimini che mi portasse a Riccione. La gente si lamentava del flusso dei nord-africani, dei est-europei, dei sud-americani (solo l’ovest si salva). Ovviamente non litigo con loro, non ho né le conoscenze politiche necessarie, né la voglia di mettermi contro. Ma ascoltarli mi piace. Uno è più aggressivo e più scemo dell’altro….la paura domina ogni altra emozione. Non capisco, perché sulla piramide di Maslow non è sul livello più basso….

Ed questa settimana mi ha colpito una vecchia notizia. La Merkel che ha detto in ottobre dell’anno scorso, che il Multiculturalismo è fallito.

Non lo commento. Forse era ovvio, ma serviva una distanza storica per capirlo. Sono un po’ triste…..come se mi avessero rubato i miei sogni

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