Trips

India – 1° tappa

Allora, ci siamo decisi. Andiamo in India.

Dopo molti pensieri e un fortunato e gratificante “sì” per le ferie in novembre – grazie Nicola, ancora anche qui, sei un ottimo capo che capisce chi ha bisogno di cosa per stare bene – abbiamo preso i biglietti d’aereo.

Partiamo il 13 novembre da Milano, facciamo scalo ad Oman. (hech? Oman? Che sarebbe? Un sultanato in Asia. Sultanato. Cioè il più figo del paese è il sultano. :-D)

Voliamo con OmanAir, un altra cosa sconosciuta, e come sappiamo, le cose sconosciute alla maggior parte della gente, mettono paura. Dai, non che noi non saremmo volati volentieri con il Lufthansa, ma costava il doppio, e secondo il sito che riporta le statistiche degli incidenti delle compagnie aeree, OmaAir è impeccabile e non ha volato poco, quindi abbiamo presi i biglietti per non più che 400 € a testa andata e ritorno Milano – New Delhi.

Con i biglietti in tasca, iniziamo a comprarci la cultura.

Una prima guida sull’India in 400 pagine e un altro solo sulla nord dell’India in 990 pagine.

Giorgio dopo una settimana di lettura intensa è sopraffatto.  Vi faccio un riassunto di cosa – secondo lui – potremmo/dovremmo avere paura:

1. Malaria (prenotato le vaccine contro malaria, colerica, epatite A, tetanica, tifo, quindi lo scarto. Ach, giusto, abbiamo prenotato prima del10 di agosto, il primo appuntamento libero era per il 22 settembre. Chi lo pensava mai…)

2. Scimmie che disfanno la nostra valigia negli alberghi, se per caso lasciamo aperte le finestre. (Mi diverto a pensarci, che dopo i gatti potrei incontrare una scimmia di notte nel mio letto, ma è solo una cosa divertente, lo scarto.)

3. Cobra. (L’ho anche letto, che c’è un animale che mangia la cobra, una specie di topo – io gli ho detto che potremmo prendere in affido uno per il periodo che ci siamo, lo portiamo al guinzaglio e così siamo al sicuro, ma no….)

4. Il cibo. (Questo è una delle cose, che mi dicono tutti. Ovviamente appena diffondo la notizia tra gli amici che vado in India, ognuno, ma davvero ognuno conosce qualcuno che aveva qualche misfortunio lì. Uno è morto – riposi in pace, ha preso qualche malattia -, l’altro ha portato a casa la malaria, che poi gli han curato in un centro specializzato per queste malattie a Bergamo (scusate, non trovo un link specifico per questo centro, era una mia amica che me lo ha detto, provo ad informarmi meglio), un terzo aveva la diarrea per tutto il viaggio). Io un pollo al tandoori mi mangio lo stesso. Il forno tradizionale in India, al bordo i naan, i pani tradizionali

Alla fine dopo un paio di settimane si è tranquillizzato. Fortunatamente. Ora vuole portare con sé solo un mezzo chilo di medicine per assicurarsi che se ha qualche problema in oriente, allora una medicina occidentale lo potrà curare sicuramente nel paese dell’Ayurveda.

A pensare che mancano ancora altre ca. 10 settimane prima della partenza e già abbiamo così tante preoccupazioni, direi che forse siamo le persone sbagliate per fare dei viaggi così grandi. Forse invece è meglio trovarsi con questi problemi 10 settimane prima della partenza e non nel momento, quando si fa il check-in all’aereo in Malpensa.

Ragazzi, pochi giorni e vi parlo delle agenzie indiane che organizzano i viaggi e che non mollano mai….

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